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Automazioni

Il tuo lavoro sta dentro un file che sa aprire una persona sola.

Quasi tutte le aziende che vediamo hanno una cosa così. Un foglio di calcolo cresciuto negli anni, fatto bene, che tiene insieme i prezzi, i clienti, le ore, gli ordini.

Il problema non è il file. Il problema è che ci può stare dentro uno alla volta, e che quello che c’è scritto lo sa leggere solo chi l’ha scritto.

Così ogni cosa passa da lì. E quando quella persona è in ferie, in malattia, o semplicemente al telefono con un cliente, l’azienda aspetta.

Raccontaci come lavorate

Mezz’ora. Non serve preparare niente.

A chi serve

Serve a chi ha già capito che il problema esiste.

Non serve che tu sappia cos’è l’intelligenza artificiale, né che tu abbia in mente una soluzione. Serve che tu ti sia già accorto di una di queste cose:

  • rifai lo stesso calcolo ogni volta, a mano, e ogni volta viene un po’ diverso
  • gli stessi dati li scrivi in due posti, e ogni tanto non tornano
  • per sapere una cosa devi chiedere a una persona, perché sta solo nella sua testa
  • hai guardato un gestionale, hai visto il prezzo e la faccia di chi te lo vendeva, e hai lasciato perdere

Se invece cerchi un programma pronto da comprare, non siamo noi. Quello si compra, e costa meno.

Cosa facciamo

Prima contiamo. Poi, e solo poi, costruiamo.

1

Ci dai i tuoi dati veri.

Il file, il quaderno, quello che esce dal gestionale. Quello che c’è, com’è. Non serve che sia in ordine: se fosse in ordine non avresti il problema.

2

Li contiamo.

Non a campione: tutti. Anche quando sono decine di migliaia di righe — è proprio lì che si nascondono le cose che non tornano.

3

Ti facciamo vedere cosa abbiamo trovato.

In euro, sui tuoi numeri. Accanto a ogni cifra scriviamo quanto è sicura: cosa è certo, cosa è una stima, e cosa con i tuoi dati non si può sapere.

4

Costruiamo lo strumento.

Che fa una cosa sola e la fa bene, invece di farne mille che non usi.

5

Restiamo finché non lo usi.

Non finché “è installato”: finché lo apri la mattina senza pensarci.

Se non fai niente

I soldi non escono dalla porta. Escono dalle differenze che nessuno somma.

Ecco perché non te ne accorgi: non c’è nessuna giornata storta, nessuna fattura sbagliata, nessuno che si lamenta.

C’è un prezzo fatto un po’ più basso perché era venerdì sera. Un altro fatto a memoria da chi ha risposto al telefono. Un terzo copiato da un lavoro simile, che simile non era.

Preso uno per uno, nessuno di questi è un errore. Messi in fila su quattro mesi, diventano una cifra che non ti aspetti.

Cosa troviamo

Cambia il mestiere, ma quello che troviamo è quasi sempre lo stesso.

Officina, conserve, ricambi, infissi: il mestiere non c’entra niente. Quando si va a contare, saltano fuori sempre le stesse quattro cose.

Lo stesso dato scritto in due posti

Una volta quando si prende l’ordine, una volta quando si prepara. Ogni tanto i due numeri non coincidono, e a quel punto non si sa più quale sia quello vero. Nessuno se ne accorge finché non arriva la contestazione.

Prezzi decisi uno per volta, a memoria

Ognuno preso da solo è ragionevole: si guarda cosa si era chiesto le altre volte, si aggiusta a occhio, si manda. Il problema si vede solo mettendoli in fila tutti insieme — e in fila non ce li mette mai nessuno, perché ci vuole un giorno di lavoro.

Costi che si conoscono solo su una parte del lavoro

Su alcune commesse sai esattamente quanto hai speso. Sulle altre no, perché qualcosa non era stato compilato. Così il margine vero lo conosci su un pezzo dell’azienda e sul resto vai a sensazione.

Un file che può aprire una persona alla volta

È il più comune di tutti, ed è anche quello che rallenta di più: finché ci sta dentro una persona, tutti gli altri aspettano.

I numeri che troviamo restano di chi ce li ha dati. Non li mettiamo sul sito e non li raccontiamo in giro: quando un’azienda ci apre i suoi file ci sta dando la cosa più delicata che ha. Se vuoi vedere com’è fatto un lavoro finito, te lo facciamo vedere di persona.

Chi ti vende un programma ti fa vedere il suo prodotto. Noi ti facciamo vedere i tuoi numeri.

Come funziona

Tre passi, e il conto lo vedi prima di decidere.

1

Mezz’ora al telefono, e ci racconti come lavorate.

Non serve preparare niente.

2

Guardiamo i tuoi dati e ti diciamo cosa c’è.

Ti consegniamo il conto scritto, con le tue cifre. Se non c’è abbastanza da recuperare, te lo diciamo e finisce lì.

3

Se il conto torna, costruiamo.

Il primo passo

Contattaci, e capiamo cosa si può automatizzare nella tua azienda.

Ci racconti come vanno le giornate e da dove passa il lavoro. Guardiamo insieme cosa si può togliere di mezzo, e come.

Scrivici su WhatsApp

351 7657957 — rispondiamo noi. Nessun modulo da compilare.

Le domande vere

Quello che ci chiedono davvero.

“Quanto ci vuole?”

Contare i dati: da una a tre settimane, dipende da quanto materiale c’è. Lo strumento dopo: i tempi li decidiamo insieme e te lo consegniamo un pezzo per volta, così vedi qualcosa funzionare presto.

“E se i miei dati sono un disastro?”

Lo sono quasi sempre: righe senza prezzo, campi lasciati vuoti, la stessa cosa scritta in due modi. Fa parte del lavoro trovarle, e non ti chiediamo di sistemarle prima.

“I miei dati dove finiscono?”

Restano tuoi, e non escono da qui. Quando si può, lo strumento lo costruiamo in modo che giri sul tuo computer senza nemmeno collegarsi a internet: così i tuoi dati non vanno proprio da nessuna parte.

“Poi resto legato a voi?”

No. Lo strumento è tuo. Se poi vuoi che restiamo a seguirtelo lo decidi tu, e se preferisci gestirtelo da solo funziona lo stesso. Se ti tenessimo legato perché non puoi fare altrimenti, saremmo quelli da cui sei scappato.

“Mi garantite che venderò di più?”

No, e diffida di chi te lo garantisce. Quello che facciamo è toglierti di mezzo del lavoro che oggi fai a mano: quanto poi vendi dipende da te e dai tuoi clienti. Ti forniamo un lavoro fatto, non un risultato di vendita — ed è scritto anche nel contratto.

“E se dopo non c’è niente da recuperare?”

Succede, e allora te lo diciamo. Meglio noi adesso che tu fra un anno.

Facciamo tre cose, e questa è una. Vedi anche le altre due.

Raccontaci come lavorate.

Mezz’ora, e capiamo se c’è qualcosa da contare.

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