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Contenuti che ti fanno scegliere

Prima di chiamarti, la gente ti cerca. E decide da quello che trova.

Succede prima della telefonata, prima del preventivo, prima che tu sappia che esiste. Uno ti cerca, guarda, e decide se sei quello giusto.

Il punto non è se ti trova: quasi sempre ti trova. Il punto è cosa trova.

Fatemi vedere cosa trovano di me

Cinque minuti, e ti diciamo cosa vede oggi uno che non ti conosce.

Il punto

Il problema non è che non pubblichi. È che quello che pubblichi non serve a nessuno.

Ci sono due modi di sbagliare, e il secondo è peggio del primo.

Il primo è il silenzio: la pagina ferma a due anni fa, l’ultima novità pubblicata nel 2019. Chi arriva non pensa “non pubblicano”: pensa “forse hanno chiuso”.

Il secondo è il rumore: pubblicare per pubblicare. Gli auguri di Ferragosto, la foto del prodotto senza una riga che spieghi a cosa serve, la frase motivazionale. Roba che non dice niente a nessuno, e che chi la legge dimentica prima di aver finito di leggerla.

Un contenuto vale quando chi lo riceve ci trova qualcosa che gli serve. Non quando è bello, non quando è fatto bene, non quando esce di venerdì alle sei. Quando è utile.

Cosa vuol dire utile

Tu sai delle cose che i tuoi clienti non sanno. Quelle valgono.

È la parte che quasi nessuno vede, perché quello che sai fare da vent’anni ti sembra ovvio. Non lo è.

  • Il carrozziere sa cosa guardare in un’auto usata prima di comprarla. Chi la sta comprando non lo sa, e quel giorno pagherebbe per saperlo.
  • Chi fa conserve sa perché un barattolo si gonfia e quando invece si butta. Chi ce l’ha in dispensa se lo chiede davvero.
  • Chi monta infissi sa quanto si risparmia sul serio cambiando le finestre, e quando non conviene affatto.
  • Il ristorante sa come si tiene la pasta fresca fino a domani senza rovinarla.

Nessuna di queste cose è pubblicità. Sono cose che risolvono un problema a chi le legge — e chi ti risolve un problema gratis è quello che chiami quando il problema diventa serio.

Le forme

La forma viene dopo. Prima si decide cosa vale la pena dire.

La stessa cosa utile può diventare cose molto diverse, e non tutte servono a tutti:

  • un post con un’immagine, per chi ti scorre davanti sul telefono
  • un video corto, quando una cosa si capisce facendola vedere e non spiegandola
  • una guida da scaricare, per chi sta decidendo una spesa importante e vuole ragionarci sopra
  • un articolo sul sito, che continua a portarti gente da Google per anni
  • una scheda o un documento da mandare a chi ha già chiesto un preventivo
  • un audio, per chi ti ascolta mentre guida o mentre lavora

Sceglierla prima di aver deciso cosa dire è il modo più comune di buttare tempo e soldi. Prima si guarda chi devi raggiungere e cosa gli serve sapere, poi si decide che forma dargli.

Non serve pubblicare di più. Serve avere qualcosa da dire.

A chi serve

Serve a chi ha già provato a farlo da solo.

Di solito ci scrive:

Chi l’ha dato a un ragazzo bravo

che per due mesi ha pubblicato tutti i giorni e poi ha trovato un altro lavoro.

Chi lo fa da sé

la domenica sera, quando si ricorda — e quindi quasi mai.

Chi ha smesso

perché pubblicava e non succedeva niente. Di solito il motivo è quello di cui parliamo qui sopra.

Se in azienda hai già una persona che se ne occupa e lo fa bene, non ti serve chiamarci.

Se non fai niente

Non perdi clienti. Semplicemente non arrivano.

È questo che rende la cosa difficile da vedere: non c’è nessun momento in cui succede qualcosa.

Nessuno ti scrive per dirti “ti ho cercato, non ho trovato niente, e sono andato da un altro”. Semplicemente quella telefonata non arriva, e tu non sai nemmeno che c’era.

Fai il conto di quanto vale un cliente nuovo per te. Uno solo. Poi pensa a quante persone, in un anno, ti guardano su internet prima di scegliere se venire da te.

Come lavoriamo

Il mestiere lo sai tu. Il resto lo facciamo noi.

1

Ci facciamo raccontare cosa sai.

Le domande che ti fanno sempre, gli errori che vedi fare a tutti, le cose che spieghi ogni volta da capo. Lì dentro c’è già tutto il materiale che serve.

2

Decidiamo cosa vale la pena dire, e a chi.

Non tutto quello che sai interessa a tutti. Si sceglie in base a chi vuoi che ti chiami.

3

Lo prepariamo noi, nella forma giusta.

Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, che fa il lavoro pesante in fretta. Ma prima che esca lo rilegge una persona — perché un orario sbagliato, un prezzo vecchio o una cosa detta male li paghi tu, non la macchina.

4

Tu lo vedi prima. Sempre.

Niente esce senza che l’abbia visto tu.

Chi ci ha scelto

Leggi chi ci ha scelto.

Imprese come la tua, che lavorano con noi da anni. Le parole sono le loro.

“Scrivo su WhatsApp e mi rispondono. In due anni non ho mai dovuto aprire una pratica o parlare con un centralino.”

Giovanni · catering

★★★★★ Su Google: 61 recensioni, tutte a 5 stelle.

Le domande vere

Quello che ci chiedono davvero.

“Ma io non ho niente da raccontare.”

Lo dicono tutti, e non è mai vero. Quello che fai da vent’anni ti sembra ovvio proprio perché lo fai da vent’anni. Per chi ti ascolta non lo è: è il nostro mestiere tirarlo fuori.

“Così regalo il mio mestiere ai concorrenti.”

I concorrenti sanno già fare il tuo mestiere. Chi non lo sa è il cliente — e non impara a farlo da sé leggendo una pagina: impara che tu lo sai fare.

“Li scrive l’intelligenza artificiale? Allora si vede che non sono miei.”

Li prepariamo con l’intelligenza artificiale e poi li riscriviamo con le tue parole. Se una cosa sembra scritta da un robot, quella cosa non esce: è la ragione per cui c’è una persona che rilegge tutto.

“Ho già provato e non è successo niente.”

Probabile. Pubblicare non fa suonare il telefono da solo: fa sì che chi ti sta già cercando ti trovi, e trovi qualcosa per cui valga la pena chiamarti. È diverso, e non promettiamo altro.

“Devo starci dietro io?”

No. Ti chiediamo qualche minuto all’inizio per farci raccontare le cose, e poi il tempo di dare un’occhiata prima che escano.

Facciamo tre cose, e questa è una. Vedi anche le altre due.

Contattaci, e capiamo insieme cosa vale la pena raccontare.

Ti diciamo anche cosa trova oggi uno che sta decidendo se chiamarti. È gratis e ci vogliono cinque minuti.

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